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L'ambiente
marino considerato
nella sua totalità può essere distinto
in due grandi domini: il dominio pelagico
e il dominio bentonico. Quest'ultimo riguarda
esclusivamente i fondali marini e quanto
su di essi vive e cresce mentre il primo
comprende tutte le acque sovrastanti e
gli organismi che lo popolano vengono
suddivisi in NECTON e PLANCTON. Al necton
appartengono esclusivamente animali quali
pesci (tonni, squali, sgombri, acciughe
ecc.), i cetacei (balene e delfini) e,
fra i molluschi, i calamari. Sono tutti
organismi capaci di muoversi attivamente
nell'acqua e in grado di compiere lunghe
migrazioni o ampi spostamenti verticali
e di contrastare le correnti marine. Lo
stesso non si verifica per gli organismi
planctonici i quali vivono sospesi nell'acqua
in balia delle correnti. Durante una immersione
è possibile vedere solo il macroplancton
rappresentato dagli organismi più grossi
(meduse, le caravelle portoghesi e pochi
altri), tutto il resto è poco visibile
ad occhio nudo. Il plancton è costituito
anche da organismi vegetali e per questo
viene distinto in fitoplancton (diatomee,
dinoflagellati ecc.) e in zooplancton
(anellidi, piccoli crostacei, alcuni molluschi,
tunicati) nonchè molte forme larvali di
specie che poi diventeranno bentoniche.
L'ambiente
marino è distinto in zone ben differenziate:
Sopralitorale:
costituisce l'ambiente di transizione
fra il dominio marino e quello subaereo.
Questo ambiente è caratterizzato da un
grado di umidità abbastanza alto nonostante
sia dovuto quasi esclusivamente agli spruzzi
delle onde e solo in occasione di mareggiate,
sopporta brevi periodi di immersione.
L'estensione verticale del piano sopralitorale
varia da 30-50 cm nelle zone più riparate
sino a 3 m nelle zone più esposte ai moti
ondosi. Gli organismi che possiamo ritrovare
in questo piano sono ad esempio il lichene
di mare (alga), piccoli molluschi gasteropodi
dalla conchiglia scura (le littorine).
Mesolitorale:
è compreso fra i limiti inferiore e superiore
della marea. Nel Mediterraneo questa fascia
è poco sviluppata a causa della limitata
escursione delle maree dei nostri mari
ad eccezione delle zone costiere dell'Alto
Adriatico (Trieste, Venezia). Gli organismi
che popolano tale piano devono sopportare
lunghi periodi di emersione; si possono
trovare le Patelle (gasteropodi) il Balano
o dente di cane (crostaceo), alcune specie
di granchio ecc..
Infralitorale:
si estende dal livello di immersione permanente
dei popolamenti sino alla profondità in
cui scompaiono le alghe amanti della luce
(fotofile) e la Posidonia oceanica una
vera pianta marina che forma estese praterie
sommerse. Qui le comunità algali dominano
su tutto e da loro dipendono le fisionomie
assunte dai popolamenti bentonici. La
composizione delle rocce, la natura del
substrato, l'esposizione al moto ondoso,
l'illuminazione, la pendenza del fondale
sono tutti fattori che favoriscono o inibiscono
l'insediamento dell'una o dell'altra comunità
algale. Fra le alghe più frequenti ricordiamo
Cystoseira (alga bruna), ove questa manca
ma la zona è ben illuminata troviamo Acetabularia
acetabulum, Padina pavonia, Codium, le
Peyssonnellie ecc.; mentre organismi animali
possono essere ricci di mare, l'anemone
di mare, salpe, occhiate, bavose, più
a contatto con il fondale si trovano le
ofiure, spugne, policheti, paguri. Nelle
zone più profonde ove è necessario l'uso
delle bombole si trovano popolamenti diversi,
più colorati ed interessanti: polipi,
parazoanthus, stelle di mare, gorgonie
ecc.
Circalitorale
e Coralligeno: va dalla fine
dell'infralitorale sino a dove la vita
delle alghe non è più possibile per scarsità
di luce. L'ambiente è semibuio e dominato
da una tonalità azzurra, mentre gli organismi
sfoggiano un'ampio repertorio di tinte
che si notano solo se illuminate dalla
luce di una torcia. Si trovanoa tali profonditˆ
ad esempio le gorgonie gialle, il corallo
rosso, astici vari pesci ecc.
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