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Medicina
: cosigli per il Sub
Articoli
tratti da Alert-Diver
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Sicurezza
in se stessi :
Il
DAN esamina una capacità d'immersione spesso
sottovalutata, benché fondamentale.
Ecco
alcuni suggerimenti che vi aiuteranno a ridurre
la probabilità di andare incontro ad eventuali
problemi:
- Immergetevi
sentendovi sicuri di voi stessi, della vostra
attrezzatura e dei vostri compagni d'immersione.
- Imparate
dalle esperienze.
- Controllate
la discesa e la risalita. Trovatevi sempre in
situazioni tali in cui potete fermarvi e mantenere
la posizione se avvertite un problema. A prescindere
da ciò che decidete di fare, non appena
sentite la minima sensazione di disagio, potete
fermarvi, pensare, rilassarvi e respirare.
- Al
minimo segno di disagio, potete sempre interrompere
l'immersione.
- Parlate
con il vostro compagno. Essere in grado di comunicare
fuori dall'acqua è tanto importante, se
non addirittura più importante, che saper
comunicare sott'acqua.
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Età
ed Immersione :
All'età
di 86 anni , Jacques-Yves Cousteau si immerge ancora!
Non vi sia un'età precisa per smettere, esistono
alcuni dati che dimostrerebbero una maggior suscettibilità
alla PDD (Patologia Da Decompressione) ed ai problemi
cardiaci nei sub più anziani.
Si ritiene che le Patologie Cardiache siano responsabili
di più del 25% dei decessi di subacquei sportivi.
In generale, gli uomini presentano una maggior incidenza
di patologie cardiache delle donne; i fattori di
rischio più importanti sono: la storia famigliare,
l'inattività fisica, la pressione sanguigna
alta, l'obesità, il fumo, il diabete ed i
livelli elevati di collesterolo.
Molti di questi fattori di rischio sono modificabili,
così come si possono modificare le abitudini
di immersione, evitando sforzi intensi e l'immersione
in acque fredde. La bassa temperatura infatti aumenta
la dispersione calorica, causa vasocostrizione ed
aumenta lo sforzo del cuore.
Secondi i dati DAN, il numero di incidenti fra i
sub più vecchi di 50 anni è solo l'8%
di tutti gli incidenti, ma il numero di incidenti
mortali in questo gruppo rappresenta il 25% di tutti
gli incidenti mortali.
E' raccomandato che ogni sub sopra i 40 anni di
età si sottoponga, almeno annualmente ad
una accurata visita di idoneità con un adeguato
test da sforzo
Patologia
Da Decompressione
E' stato raccomandato che i sub più anziani
riducano il loro tempo di fondo del 10% per ogni
decade di vita dopo i 30 anni.
Esercizio
Fisico
Il mantenimento di una buona forma fisica è
di estrema importanza, specialmente con l'avanzare
dell'età.
Un programma di esercizio razionale dovrebbe includere
un periodo di riscaldamento di almeno 5 minuti,
30 minuti di esercizio continuato ed un adeguato
periodo di raffreddamento.
L'obbiettivo deve essere quello di portare la frequenza
cardiaca ad un livello predeterminato durante i
30 minuti di esercizio continuato.
La frequenza ideale può essere ricavata da
questa formula: (220 - età) x 0.70.
Per esempio: se si hanno 60 anni: 220 - 60 = 160.
160 multiplcato 0.70 = 112 battiti al minuto.
Un altro fattore importante è la gradualità
e la costanza ( non meno di tre volte a settimana)
del programma di esercizio. Tendini, muscoli, articolazioni
possono essere fattori limitanti dell'esercizio,
specie se si esagera all'inizio del programma. Ma
gli stessi muscoli, tendini ed articolazioni si
irrobustiranno con un esercizio graduale.
I sub più anziani devono anche essere più
saggi: non devono esitare a pianificare le loro
immersioni in modo più conservativo, ne a
rimandare o sospendere un'immersione se le condizioni
personali o locali lo suggeriscono.
L'altro
lato della medaglia....
Non ci sono nemmeno limiti certi riguardo all'età
minima per l'immersione e quelli che sono stati
descritti si basano su dati arbitrari e non sperimentati.
Un fenomeno noto sono le cosiddette "silent
bubbles" - bolle che non producono sintomi
- presenti nel sangue dopo l'immersione. Queste
bolle potrebbero teoricamente compromettere il flusso
sanguigno a livello delle zone di accrescimento
dell'osso giovane, situate alle estremità
delle ossa lunghe, compromettendone lo sviluppo.
Pertanto si raccomanda che i bambini non superino
la profondità di 9 metri, fino a che le cartilagini
di accrescimento non si siano consolidate, allo
scopo di prevenire il rischio di deformazioni ossee.
E' stato suggerito che si dovrebbe aspettare fino
a che un bambino non pesi almeno 45 kg e sia alto
almeno 1,5 metri. Altri hanno suggerito di aspettare
fino al raggiungimento del 90% della crescita prevista
- un criterio di più facile applicazione,
specie per le giovani adolescenti.
Ma altrettanto importante è la maturità
emotiva. Un bambino deve essere in grado di comportarsi
come un compagno d'immersione responsabile e di
reagire adeguatamente ad una situazione inaspettata.
I genitori "immersione-dipendenti" dovrebbero
valutare con molta attenzione l'entusiamso dei loro
figli per l'immersione. I ragazzi potrebbero immergersi
semplicemente per compiacere i genitori, mentre
in realtà preferirebbero altre attività
in cui interagire con coetanei invece che con i
pesci!
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Salto
di Tappa!
Tornare
in acqua dopo un salto di tappa o quando si hanno
i primi ed iniziali sintomi di PDD?
La risposta è NO!
Omessa
Decompressione.
L'omessa decompressione non significa sempre sintomi
di PDD, ma il rischio è più elevato.
La
quantità di azoto disciolto nei tessuti tensione
di azoto - è misurata in termini di "pressione
parziale". Durante l'immersione, la maggior
pressione ambiente fa aumentare la tensione di azoto
nei tessuti. Ogni gruppo di tessuti può sopportare
una determinata tensione di azoto senza formare
bolle e sviluppare sintomi. Durante la risalita,
la pressione ambiente cala e la differenza di pressione
fra la pressione parziale di azoto ambientale e
quella nei tessuti aumenta.
Se in un gruppo di tessuti (compartimento) c'è
più azoto di quanto esso ne possa tollerare,
si possono formare delle bolle. Poiché la
tensione di azoto nel tessuto è elevata,
dopo un'immersione, l'azoto diffonde nel flusso
sanguigno, nei tessuti adiacenti e nelle bolle gassose,
se queste sono presenti. L'elevata pressione parziale
di azoto nel sangue giunge fino ai polmoni, dove
si scarica nell'aria ambiente. Anche i tessuti adiacenti
assorbono azoto, fino a che non viene raggiunto
un equilibrio.
Alla fine l'azoto diffonderà anche dentro
le bolle gassose, poiché si trova a pressione
parziale elevata, mentre la bolla gassosa è,
per effetto delle leggi fisiche - Boyle Mariotte
- in equilibrio di pressione con l'ambiente esterno.
L'effetto finale sarà l'aumento del volume
della bolla e l'insorgenza di sintomi.
Si
potrebbe sostenere che se è la riduzione
della pressione a provocare la formazione di bolle,
la re immersione ne può, invece, causare
la riduzione o la scomparsa.
Anche se ciò sembra così semplice
ed efficace, in realtà il rischio è
di aggiungere altri problemi a quelli già
esistenti. Anche se i sintomi, inizialmente, possono
regredire, essi tendono a ritornare, frequentemente
assai peggiorati, e ad intensificarsi ad ogni successiva
re immersione.
Re immergendosi, infatti, più azoto penetra
nelle bolle, anche dai tessuti adiacenti, e con
pressione parziale elevata.
A
mali estremi .....
Procedure d'emergenza basate sulla respirazione
subacquea di ossigeno al 100% sono state sviluppate
in Australia. Logisticamente, però, la procedura
è complicata e richiede speciali attrezzature
ed adeguata specializzazione.
A maggior complicazione, inoltre, vanno considerati
fattori quali le condizioni metereologiche, la protezione
termica, la necessità di scorte di gas per
la vittima e per gli assistenti. Peggio ancora,
in caso di sospensione forzata del trattamento,
i sintomi del subacqueo possono gravemente peggiorare
ed anche gli assistenti possono essere a rischio
di PDD.
La
cosa migliore: OSSIGENO SUBITO!
L'immediata somministrazione di ossigeno serve a:
- aumentare l'eliminazione di azoto dai tessuti
- ridurre il volume delle bolle gassose
- aumentare l'ossigenazione dei tessuti sofferenti
a causa delle bolle.
I vantaggi dell'ossigeno al 100% - IN SUPERFICIE!
- superano di gran lunga quelli di qualsiasi tentativo
di ricompressione in acqua.
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